Mondiali Montréal 2026, Wout Van Aert si nasconde: “Mi attribuisco l’8% di possibilità. Ma devo convincere me stesso che questo percorso mi si addice”

Tra i vari contendenti al successo nella prova in linea uomini élite dei Mondiali di Montréal 2026 c’è anche Wout Van Aert. Il 32enne, che in carriera vanta ben quattro medaglie d’argento nella rassegna iridata su strada (due a cronometro e due in linea), sarà la seconda punta del Belgio per la gara di domenica 27 settembre alle spalle di Remco Evenepoel, da più parti indicato come il favorito principale. Per quanto riguarda le proprie possibilità, invece, il portacolori della Visma | Lease a Bike preferisce nascondersi, per ammettendo che il percorso si adatta alle sue caratteristiche e che, correndo magari in maniera più offensiva, potrebbe riuscire a centrare un risultato importante.
“Corro le gare migliori quando riesco a fare leva sui miei punti di forza e quando mostro una certa capacità di prendere l’iniziativa – ha dichiarato Van Aert a Sporza – È un tema ricorrente nella mia carriera. È così che si sfruttano le proprie qualità. A volte ho pensato troppo alla volata e ho aspettato troppo. Ma non si vince nessuna classica limitandosi a seguire il gruppo. A un certo punto bisogna osare e correre, ed è proprio quello che preferisco fare“.
Ma quando potrebbe essere il momento giusto per attaccare nella gara di domenica? “È proprio questo il punto complesso. È difficile in ogni gara, ma questo è un circuito impegnativo in cui le salite si susseguono rapidamente. Anche dalle altre gare si possono trarre molte conclusioni. Tra gli Under-23, Ashlin Barry è rimasto davanti con un attacco da lontano. A quanto pare, è comunque difficile colmare un tale distacco. Ma tra gli juniores è stato esattamente il contrario e per noi sarà di nuovo diverso. Il momento giusto è soprattutto quello in cui sei abbastanza forte da dare una svolta decisiva alla gara“.
Chiaramente, il 32enne dovrà coordinare gli attacchi con il compagno di nazionale Evenepoel: “Conosciamo le idee reciproche su come vogliamo affrontare la gara. È su questo che ci si può basare”. Il belga conferma di avere un buon rapporto con l’iridato a cronometro: “Per me è come negli anni precedenti. Posso dire che trovo Remco ancora più rilassato rispetto ai Mondiali precedenti. Abbiamo un buon gruppo e abbiamo già trascorso una settimana davvero piacevole”.
Per quanto riguarda un suo successo, Van Aert preferisce restare con i piedi per terra: “Mi attribuisco l’8% di possibilità. Sono già arrivato secondo qui (al GP de Montréal 2022, ndr). Non devo convincere nessuno, tranne me stesso, che questo percorso mi si addice. È una classica di 270 chilometri. Ho già dimostrato più volte che gare di questo tipo mi si addicono. Negli ultimi giri le salite saranno meno esplosive, anche se domenica potrei essere smentito. Ma una gara del genere è soprattutto una prova di resistenza“.
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